Società, Banca e Impresa

La professione del Corporate Counsel: nel 2020 prospettive ed opportunità

Formazione, competenze, tipologie, mansioni e status giuridico

consulenti di azienda

Il consulente d’azienda generalmente inteso è una figura professionale abbastanza recente che ha competenze di natura economica, giuridica e qualità manageriali.

Tale figura, in Italia inizia negli anni Sessanta e, nel corso del tempo, il suo ruolo si è evoluto in maniera rapida per dare una concreta risposta alle esigenze del mercato.

 Inizialmente, per intraprendere la professione era richiesta - e poteva considerarsi sufficiente - una conoscenza generica ma oggi, al contrario, è necessaria una specializzazione solida nel proprio settore di riferimento, all’interno del quale, lo stesso, andrà poi ad operare. La laurea è un requisito fondamentale, preferibilmente in giurisprudenza oppure in materie economiche.

Il consulente d’azienda, pur non avendo alcuna responsabilità decisionale, consiglia ed assiste il proprio datore di lavoro.

Oltre alla competenza, è opportuno che fra le sue caratteristiche personali abbia sia la concretezza che l’oggettività in quanto è suo dovere fare un esame critico delle questioni che gli vengono sottoposte per poter capire se l’obiettivo che l’azienda vuole raggiungere è davvero fattibile e deve far sì, che il suo contributo non resti soltanto a livello teorico.

Le mansioni più comuni di un consulente aziendale sono le seguenti:

  • Studiare le strategie per migliorare le prestazioni dell’azienda
  • Formulare delle proposte per ottimizzare l’efficienza dei processi
  • Partecipare in vario modo allo sviluppo di prodotti e servizi
  • Disegnare sistemi di contabilità e di gestione industriale
  • Fare la pianificazione finanziaria e il controllo di gestione
  • Elaborare proposte organizzative dell’area marketing delle imprese
  • Analizzare dati o informazioni di natura economica
  • Fare e condurre piani formativi per valorizzare il personale interno

Resta inteso, che per compiere tali attività, è necessario che il consulente utilizzi adeguati strumenti software, che supportano non soltanto lui ma anche - e soprattutto – tutto il personale dell’azienda che è coinvolto nelle attività di consulenza e nella trasformazione digitale che ne consegue.

Un’attività di consulenza, infatti, si compone anche di strumenti e procedure. Ogni consulente si muove con il proprio bagaglio di conoscenze fatto spesso di template e best practices.

A seconda del settore interessato, esistono vari tipi di consulenza che si possono riassumere nei seguenti:

  • Consulenza finanziaria
  • Consulenza fiscale, tributaria e contabile (consulenza amministrativa)
  • Consulenza informatica
  • Consulenza tecnica
  • Consulenza d’immagine marketing e comunicazione
  • Consulenza di amministrazione del personale
  • Consulenza legale
  • Consulenza aziendale e ISO 9000: sistemi di gestione per la qualità

Quest’ultimo (Consulenza aziendale e ISO 9000: sistemi di gestione per la qualità) è un ambito molto settoriale e specifico di consulenza e riguarda le normative ISO 9000, rammentando, al contempo che “ISO 9000” è la sigla che identifica una serie di norme e linee guida sviluppate dall’Organizzazione internazionale per la normazione (ISO). La normativa indica i requisiti per la realizzazione di un sistema di gestione della qualità per condurre i processi aziendali e migliorare l’efficienza nella realizzazione del prodotto o servizio con un indubbio vantaggio verso la clientela.

Quanto ad altra competenza molto settoriale - in ambito legale - assume rilevo la figura del cd. Giurista d’Impresa o Corporate Counsel.

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Il suo compito principale consiste nel tutelare gli interessi giuridici dell’azienda in cui opera ed evitare e ridurre i rischi di natura legale, ma allo stesso tempo identificando e favorendo situazioni giuridiche da cui l’azienda possa trarre benefici, infatti, valutando le conseguenze legali delle politiche gestionali dell’impresa, contribuisce alla creazione dei processi decisionali e gestionali della stessa.

In particolare, è chiamato a fornire giudizi circa l’attendibilità delle indicazioni legislative da adottare, offrendo all’azienda soluzioni che consentano un risparmio fiscale ed esaminando le alternative possibili in base a un’analisi economica delle diverse opzioni.

Il Giurista di Impresa si colloca all’interno di un’azienda con un rapporto di lavoro subordinato, è laureato in Giurisprudenza oppure ha conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione forense, ed opera nei campi del diritto che interessano la vita aziendale.

 Doveroso precisare che il Giurista d’impresa, essendo legato all’azienda in cui opera da un rapporto di lavoro subordinato, non può iscriversi all’albo professionale degli avvocati e, per le stesse ragioni non può neppure curare pratiche di propri clienti.

In Italia non esiste una legge che ne prevede l'esistenza, ne delimita l'ambito di attività, la responsabilità o lo status giuridico.

Tale figura è comunque valorizzata grazie all’Associazione Italiana Giuristi di Impresa (A.I.G.I.), un’associazione nazionale nata nel 1976 che ha fra i suoi obiettivi anche la promozione dello status giuridico del Giurista di Impresa; si ricorda infatti che ha elaborato un Codice Deontologico che formalizza le regole di condotta dei Giuristi d'Impresa iscritti all'associazione verso l'impresa di appartenenza, fra colleghi e verso terze parti.

Inoltre, nel 2012 la legge di riforma della professione forense (Legge n. 247/2012) non ha inserito nessuna indicazione in merito al riconoscimento della categoria dei giuristi d'impresa, ma in seguito c’è stata un’apertura da parte delle Istituzioni; infatti il 17/12/2013 è stata accolta l'istanza di annotazione dell’AIGI nell'elenco delle Associazioni rappresentative a livello nazionale delle professioni non regolamentate. Da ciò consegue che grazie a tale iscrizione, ai sensi del D. Lgs. 9.11.2007, n. 206, sarà possibile, per il tramite del Ministero, partecipare ai tavoli che verranno istituiti per la definizione delle "Piattaforme Comuni" a livello europeo per il riconoscimento delle relative qualifiche tra i vari stati.

Quanto alla progressione di carriera, indicativamente, ci sono quattro possibili passaggi di livello:

  • Legal specialist: ha una laurea in giurisprudenza ed esperienza di 1-3 anni nella posizione;
  • Legal counsel: esperienza nel ruolo oltre i 3 anni con maggiori capacità tecniche nell'azienda;
  • Senior Legal Counsel: ha competenze specifiche di solito entro i 7 anni di esperienza e si avvicina alla gestione aziendale;
  • Legal manager: ha circa 8 anni di esperienza nelle varie aree di specializzazione presenti in azienda.

Il percorso è sicuramente lungo ma può portare chi lo intraprende, nelle aziende di medie e grandi dimensioni, a ricoprire un ruolo di quadro o dirigente, acquisendo un’importante autonomia decisionale.

Concretizzando, nella sua carriera, il giurista d’impresa può ricoprire, in base alla tipologia di azienda, il ruolo di:

  • direttore di funzione: il legale è a capo dell’ufficio legale dell’azienda dopo un’esperienza nel ruolo di almeno 15 anni;
  • direttore per settore merceologico: gestisce un team di risorse dedicato ad un determinato settore dell’azienda.

Si arriva così al ruolo di vertice all'interno delle aziende di grandi dimensioni, il General Counsel, che affianca direttamente l’amministratore delegato e il consiglio di amministrazione nella gestione di tematiche anche molto complesse.

 

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