Giudici di pace proseguono lo sciopero: no a magistrato privato a partita Iva

Una.Gi.Pa., comunicato 08/07/2017

Con un comunicato diramato l'8 luglio i giudici di pace preannunciano “battaglia a 360 gradi” contro la riforma Orlando della magistratura onoraria e di pace approvata in via preliminare lo scorso 5 maggio, qualificata senza mezzi termini come “impresentabile”. 

Questi alcuni dei punti più contestati dello schema di decreto attuativo, che sarà approvato in via definitiva nella seduta del Consiglio dei Ministri fissata per oggi pomeriggio:

  • la "risibile" assimilazione delle retribuzioni dei magistrati ai redditi da lavoro autonomo, con la conseguente trasformazione del giudice di pace in un "magistrato privato a partita iva";
  • il trattamento economico e previdenziale giudicato “discriminatorio”;
  • la trasformazione del rapporto a tempo pieno in part-time, che per l’Una.Gi.Pa equivale ad un licenziamento illegittimo dei magistrati in servizio da 15 anni e più;
  • il vulnus all’indipendenza della magistratura onoraria, con la “trasformazione del giudice onorario in un mero passacarte del togato”.

Da qui l’annuncio di un’ondata di scioperi a tempo indeterminato ad intervalli di 20 giorni e l’avvio di “migliaia di azioni giudiziarie” a tutela dei diritti dell categoria.

(Altalex, 10 luglio 2017)

UNIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE

* unagipa * 

Comunicato stampa 8 luglio 2017

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L'impresentabile riforma Orlando della magistratura onoraria e di pace: arriva il magistrato privato a partita iva e senza responsabilità disciplinare

Lunedì prossimo è schedulata al Consiglio dei Ministri la discussione ed eventuale approvazione del decreto Orlando di riforma della magistratura onoraria e dei giudici di pace.

Sarà battaglia a 360%: continueremo a tempo indeterminato con gli scioperi ad intervalli di 20 giorni, avvieremo migliaia di azioni giudiziarie ed abbiamo già interessato della vicenda tutte le più alte autorità europee. Nella sciagurata ipotesi in cui il decreto legislativo, nella bozza che sta circolando in questi giorni, con insignificanti correttivi, venga approvato dal Governo, la risposta negativa dell'Europa sarà senza appello.

Si va dal trattamento economico e previdenziale discriminatorio, al licenziamento illegittimo dei magistrati in servizio da 15 e passa anni, perché tale è considerata dall'ordinamento comunitario la trasformazione di un rapporto a tempo pieno in part time, senza alcuna ragione che lo giustifichi.

C'è poi il gravissimo vulnus all'indipendenza della magistratura, sia nell'ufficio del processo con la trasformazione del giudice onorario in un mero passacarte del togato, sia con la cancellazione della responsabilità disciplinare della magistratura onoraria, unica categoria professionale che, pur esercitando uno dei tre poteri fondamentali dello Stato, non avrà un codice deontologico.

Per non parlare della risibile assimilazione delle retribuzioni dei magistrati ai redditi da lavoro autonomo, apertamente in contrasto con la decisione già assunta dalla Commissione Europea in sede di EU Pilot, che ha riconosciuto la natura univocamente subordinata del rapporto di lavoro dei magistrati onorari.

Solo al Ministro Orlando poteva venire in mente una simile aberrazione: un magistrato privato a partita iva, ossia la negazione stessa della funzione giurisdizionale, che per sua natura non può che essere pubblica.

Se, poi, il Ministro della Giustizia pensa di salvare capre e cavoli prevedendo un impegno di 3 giorni lavorativi a settimana dei magistrati in servizio nel secondo quadriennio, allora vuol dire che Andrea Orlando davvero non ha capito nulla di ciò che sta succedendo: fra 4 anni, quando entrerà a regime il nuovo sistema indennitario, due terzi dei magistrati in servizio, professionisti che non accetteranno mai di lavorare a condizioni economiche e previdenziali così degradanti, si dimetteranno ed alla fine resteranno solo i 3.000 onorari di nuova nomina che per legge dovranno andare all'ufficio del processo e un migliaio dei magistrati attualmente in servizio che dovrebbero assicurare il funzionamento degli uffici del Giudice di pace e delle Procure a competenze duplicate.

Non occorre certo un indovino per avere la certezza che questa impresentabile riforma segnerà il de prufundis della Giustizia in Italia, con magistrati di carriera che si ritroveranno, senza l'apporto dei magistrati onorari, abbandonati a sé stessi con carichi di lavoro spropositati.

Continua, nel frattempo, lo sciopero dei giudici di pace, che ha già determinato in una settimana la cancellazione di 100.000 processi e proseguirà nelle successive due settimane, per poi riprendere già a settembre immediatamente dopo la riapertura delle attività giudiziarie.

Roma 8 luglio 2017

Maria Flora Di Giovanni Alberto Rossi

   (Presidente Nazionale)   (Segretario Generale)

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