IP, IT e Data protection

Posta su chat privata di Whatsapp un video che offende l’immagine del datore: non va licenziata

La garanzia della libertà e segretezza della corrispondenza privata e il diritto alla riservatezza nel rapporto di lavoro, presidi della dignità del lavoratore, impediscono di elevare a giusta causa di licenziamento il contenuto in sé delle comunicazioni private del lavoratore, trasmesse col telefono personale a persone determinate e con modalità significative dell’intento di mantenere segrete le stesse, a prescindere dal mezzo e dai modi con cui il datore di lavoro ne sia venuto a conoscenza. (Nella fattispecie, la S. Questo simbolo indica la disponibilità del documento su One LEGALE


Clicca il link verde per accedere alla piattaforma C., con la sentenza n. 5334/2025, ha cassato con rinvio la sentenza della Corte d’Appello che, in riforma della sentenza di primo grado, aveva respinto l’impugnativa del licenziamento per giusta causa di una dipendente di una famosa casa di moda, che aveva postato su un gruppo whatsapp privato un video ritraente una cliente particolarmente corposa).

Contenuto riservato agli abbonati
Abbonati a Il Quotidiano Giuridico
1 anno € 118,90 € 9,90 al mese
Abbonati a Il Quotidiano Giuridico
Primi 3 mesi € 19,90 Poi € 35,90 ogni 3 mesi
Sei già abbonato ? Accedi